La lunga strada verso le Olimpiadi

Nel 2019, nell’ambito della Colonna Mobile Regionale Lombarda, parte il progetto del Modulo Specialistico per le Telecomunicazioni con un obiettivo ben preciso: dare un servizio alla Colonna Mobile.

Nella protezione civile, come in ogni altro sistema complesso, c’è una grande quantità di informazioni che devono circolare per mantenere attiva la catena di comando e controllo. Chi coordina deve passare le istruzioni a chi esegue; i dati rilevati sul campo devono essere a disposizione di chi decide; ci sono utilizzatori che hanno bisogno di informazioni di dettaglio, altri a cui servono sommarie.
Il piano del modulo TLC è quello di formare una squadra che si occupi di tutta la gestione delle informazioni, dagli aspetti tecnici a quelli procedurali, affinché tutti gli operatori coinvolti, dal capo missione al volontario spalatore, dal capo squadra alla sala operativa regionale, possano usufruirne in maniera semplice e standardizzata.

Avviare un nuovo servizio, però, non è facile. Un servizio si fa in due: chi lo offre e chi ne usufruisce. Un servizio non nasce perfetto ma cresce con il tempo: chi lo offre deve costantemente seguire i propri utenti e anticiparne le esigenze mentre gli utenti, dal loro canto, devono abituarsi ad utilizzarlo e a fare il possibile per agevolarlo. Un servizio può considerarsi veramente un successo quando gli utilizzatori non solo lo impiegano regolarmente, ma hanno plasmato il loro modo di vivere ed operare attorno alle prestazioni del servizio.

Nei primi anni tentiamo con ogni mezzo di avviare il circolo virtuoso di sviluppo servizio-utente, ma siamo insesorabilmente impantanati in decenni di TLC proposte come “comunicazioni alternative”. Nei piani alti pianificano le missioni con ore ed ore di riunioni, ma giunti alle “varie ed eventuali”, mentre i funzionari stanno già indossando il cappotto, l’argomento TLC si risolve in tre secondi netti: “I telefoni vanno? Sì? TLC a casa“.

Noi però non molliamo, continuiamo a testa bassa a sviluppare il servizio e metterlo sul tavolo dei nostri potenziali utenti. Senza imposizioni, senza ordini dall’alto, ogni volta che possiamo lo mettiamo lì e lasciamo che si insinui da solo. Partecipiamo a tutti gli eventi: esercitazioni, fiere, grandi eventi, cercando sempre di pubblicizzare e promuovere il nostro modello di gestione delle informazioni. Niente comunicazioni alternative, niente collegamenti in HF con il Brasile in caso di invasione aliena, ma un servizio ordinario, solido, resiliente e concreto da impiegare ogni giorno.

Il 5 maggio 2023 la Colonna Mobile parte per il primo alluvione in Emilia-Romagna. Dopo molti tira e molla, anche questa volta restiamo a casa: i telefoni vanno, non servono le TLC. La zavorra delle comunicazioni alternative ci perseguita.

Il 17 maggio l’alluvione colpisce ancora pesantemente i territori romagnoli, ma questa volta succede il miracolo: si parte! I telefoni funzionano benissimo tanto che il nostro capo missione, già dalle prime ore, pubblica su Facebook video e foto dell’area allagata. Non ci sono dubbi: finalmente il modulo TLC viene mandato per gestire le comunicazioni ordinarie, come fin dall’inizio si era preposto, e non perché “non vanno i telefoni”.

17 maggio 2023, primo giorno di missione della CMR. Internet funziona! Alberto, il nostro capo missione, pubblica foto su Facebook ma il modulo TLC è stato ugualmente attivato: finalmente il muro delle “comunicazioni alternative” si sta sgretolando.

La missione parte in maniera un po’ “ibrida”. Nessuno è abituato a lavorare con un modulo TLC. Il coordinamento è fatto con una chat Whatsapp in cui insieme ad informazioni utili, passano foto, video, animazioni di Putin che fa “OK” con i pollici, commenti vari, battute… insomma, la solita roba che passa sulle chat.

Ciò nonostante, cerchiamo comunque di sviluppare il nostro ruolo. Ogni giorno Paolo, il nostro funzionario di TLC, legge la chat, scarta tutta la fuffa ed io aggiorno un file con la sintesi dei dati utili, che poi ripubblichiamo. Numeri di telefono, recapiti, nominativi, tutto in un solo documento, condiviso e sempre aggiornato.

In Emilia-Romagna la missione è lunga, le cose si assestano e subentra la routine. C’è da spalare e lavare, lavare e spalare. La nostra sala radio mobile è attiva prima che esca il primo operatore per consegnare le radio e rimane attiva finché l’ultimo operatore non è rientrato. I volontari arrivano all’imbrunire, stanchi e pieni di fango. Ci consegnano le radio, scariche e piene di fango. La mattina le ritrovano accuratamente pulite e ricaricate. Quando sono al lavoro possono contare per qualunque esigenza sulla sala radio, che è sempre lì in ascolto, in contatto.
Nel 2023, in Emilia-Romagna, l’impatto con il nostro servizio non è uniforme. Tanti lo apprezzano, ma ci sono anche i capi squadra duri e puri, quelli che sono lì per lavorare e non per giocare con i walkie talkie: prendono le radio e le abbandonano nella cabina del mezzo fino a sera. Inutile avere una sala radio che li chiama: se l’utente non collabora, il servizio muore.

Ma teniamo duro. Il 6 novembre partiamo per l’alluvione a Campi Bisenzio, una missione di due settimane in Toscana. Finalmente la discussione “TLC parte/TLC non parte” va scemando: il modulo TLC comincia ad essere trattato come un componente che è prassi inviare normalmente.

Tra un’emergenza e l’altra partecipiamo a tante esercitazioni, spesso a supporto di chi si esercita. A marzo 2024 la Protezione Civile svizzera svolge in Italia il corso per i propri aspiranti Comandanti di Compagnia e noi forniamo il servizio di TLC per la catena di comando e controllo gestita dagli svizzeri. Gli istruttori svizzeri, dopo una settimana con il nostro modulo TLC, cancellano mezza giornata di corso e ci chiedono di illustrare a loro e ai loro allievi come siamo organizzati.

Al corso di formazione per i 16 aspiranti Comandanti di Compagnia della Protezione civile del Canton Ticino sul territorio della Provincia di Como un fuori programma: il modulo TLC regionale illustra com’è organizzato

Nel novembre 2024 si replica l’alluvione in Romagna. Andiamo prima a Faenza, poi a Traversara di Bagnacavallo. Arriviamo con il buio: il Lamone ha fatto a pezzi metà dell’abitato che è sparso a pezzettini in un raggio di cento metri. Allestiamo il nostro ormai distintivo “quadrato” con i furgoni TLC. Alla mattina presto arriva dalla Lombardia la Colonna Mobile con i mezzi adatti e noi siamo già lì, pronti a consegnare le radio. Abbiamo già messo un ripetitore sulla torre dell’acquedotto di Bagnacavallo e li agganciamo a Bologna sul canale Milano Volontariato.

Si vede che dal 2023 le cose sono cambiate. I capi squadra si presentano ordinatamente al nostro TLC Point per avere il loro apparecchio. Nessuno lo abbandona sul camion: chi non lo ha è fuori dalla catena di comando e controllo e non conta più niente.

Un capo squadra non risponde subito e la sala radio deve insistere: succede, niente di male, nessuno lo redarguisce. Ciò nonostante è imbarazzatissimo, balbetta una fila di scuse. Buon segno, vuol dire che stanno prendendo la cosa sul serio. Un servizio ha assolutamente bisogno che i suoi utenti lo prendano sul serio per funzionare bene.
Quelli più bravi parlano sciolti, concisi, professionali. Gli altri ascoltano e si sforzano di imitarli: stanno giocando il campionato di serie A e nessuno vuole fare la figura del pivello sul canale di coordinamento. Altro buon segno.

Si comincia a parlare di Olimpiadi. A gennaio 2025 la prefettura di Sondrio ci affida un incarico: stabilire un piano di copertura radio in caso di emergenza di tutti i 54 km divisi in 30 gallerie tra Lecco e Bormio. Ci vogliono più giorni, tante squadre e un sistema scientifico di test dinamico tutto da inventare, ma eseguiamo. Alla fine, dovesse servire, abbiamo un piano per ogni galleria.

Nelle settimane successive l’agenda si riempe. Non c’è attività di medie dimensioni a livello provinciale o regionale che non voglia attivare il modulo TLC regionale. Una provincia organizza una maxi esercitazione. Le attività sono tante, molto compresse e le squadre inesperte. Sulla rete di comando e controllo cominciano a piovere fiumi di problemi e richieste di supporto. Il modulo TLC è oliatissimo, le informazioni fluiscono inesorabili e sommergono il coordinamento, che va in affanno: per ogni problema risolto, gliene arrivano altri dieci. Per fortuna l’esercitazione ha un giorno successivo per rifare tutto e consentire ai coordinatori provinciali di aggiustare il tiro e questa volta tutto fila liscio.

A fine luglio 2025 inizia a Roma il Giubileo dei Giovani. Tutte le regioni mandano le loro squadre e la Lombardia non si tira indietro. Arriviamo a Roma due giorni prima: non sappiamo ancora se operemo a Tor Vergata o in quale punto del pellegrinaggio dal Vaticano alla spianata, per cui predisponiamo ripetitori per ogni casistica. Ormai siamo abituati a lavorare fuori regione, dobbiamo portarci tutto da casa, corrente compresa.
Arriva la Colonna Mobile da Milano. In totale siamo 107, la compaggine più corposa tra tutte le regioni. I colleghi sono accolti dal solito “quadrato”, questa volta battezzato per l’occasione “Piazza Città di Lombardia 2” in onore all’omonima piazza all’interno di Palazzo Lombardia a Milano.
Cominciamo con i turni notturni per predisporre i settori che accoglieranno i pellegrini nella spianata. Il giorno dopo 12 squadre lombarde, con rispettivi caposquadra, e 4 funzionari in supervisione, vanno a presidiare i settori. Tutti i 107 operatori hanno una radio regionale, alcuni ne hanno due. La sala radio mobile tiene tutto sotto controllo, comprese le geolocalizzazioni degli operatori. Fatti i conti, abbiamo in rete 129 apparati. Due ripetitori installati da noi garantiscono i canali necessari.
Fa caldo, c’è ressa. Una ragazza sviene: l’operatore nel settore chiama via radio il suo caposquadra presso il gazebo condiviso con i sanitari, che accorrono e la soccorrono.
Si fa sera e le regioni che ci devono sostituire non si vedono, si sono perse per strada. Passano un’ora, due ore e i nostri volontari proseguono imperterriti il servizio. Finalmente arrivano. Dagli altoparlanti esce musica sacra a livello discoteca. I volontari di rimpiazzo si disperdono tra la calca dei settori saturi di giovani festanti. Qualche volontario dei loro ha un Baofeng attaccato alla cintura, forse come complemento estetico. I loro coordinatori urlano, gesticolano, si fanno spazio a gomitate, devono correre avanti e indietro come pazzi per coordinarsi, un inferno. I nostri volontari lo notano e ce lo riferiscono: “ma come fanno senza radio? Sono matti!“.
Lo nota anche il dipartimento. Il nostro capo missione torna dalla riunione con il dipartimento e le altre regioni e, celando la soddisfazione con un finto sdegno, dice: “Le grane più rognose le hanno rifilate tutte alla Lombardia“.

Il “quadrato” al Giubileo di Roma

Intanto la missione “Olimpiadi 2026” prende forma. Il capo missione mette in campo 3000 volontari: può farlo perché la logistica di Protezione Civile è in grado di alloggiarli e le cucine di nutrirli.

Predispone servizi appiedati con decine e decine di operatori nei vari settori di interesse. E per coprire gli oltre 200 km tra Milano e Livigno architetta le UMPI, Unità Mobili Primo Intervento, destinate a pattugliare dinamicamente dei settori su tre turni dalle 6 del mattino a mezzanotte. Più di venti automezzi per turno coordinati da 7 campi base e supervisionati da due quartieri generali, uno per il dispositivo Montagna e l’altro Metropoli. Può farlo perché il Modulo TLC è in grado di mantenere in piedi la catena di comando e controllo anche su uno scenario così complesso.

Sala monitoraggio canali e Polaris presso il CTL di Sondrio
Sala monitoraggio canali e Polaris presso il CTL di Sondrio

Un anno passato a curare ogni dettaglio, verificare ogni postazione, predisporre piani A, B e C per ogni evenienza. Giornate a spulciare interminabili log di dati DMR a caccia di ogni piccola anomalia: tutto deve essere oliato alla perfezione, curato in ogni dettaglio.
Un CTL (Centro Trasmissioni Lombardia) a Sondrio deputato ad ascoltare i 19 canali utilizzati e monitorare i 7 archivi Polaris. Squadre tecniche a Milano, Lecco, Sondrio e Livigno coordinate dall’apposita sala al CTL per decine e decine di uscite giorno e notte su piccoli problemi prima che diventino grandi problemi.
Una serie di ripetitori regionali di backup posizionati per coprire le zone in caso di problemi alla rete regionale. Un elicottero a disposizione per l’elitrasporto di altri ripetitori. Quattro gruppi a disposizione sulla rete TETRA di AREU con copertura in galleria per gestire il CTL, le squadre tecniche e come canali di backup per il coordinamento di primo e secondo livello.

Alla fine i numeri a consuntivo sono impressionanti. 18 postazioni TLC, 1113 turni di operatori TLC. 347 apparati DMR in rete e 9 dispatcher DS-IP. 19 canali radio indipendenti utilizzati. 64502 passaggi radio sulla rete regionale DMR per un totale di quasi 86 ore di parlato e una media di 3567 passaggi radio al giorno.
Il sistema Polaris ha ricevuto e gestito 224826 punti di geolocalizzazione, con 4891 informative di cui 1664 di particolare rilevanza e quindi inviate al Registro di Sala nella Sala Operativa di Regione Lombardia.

Posizionamento degli UMPI e delle squadre in tempo reale su sistema Polaris

Questa missione non si è limitata ad utilizzare il modulo TLC, ma è stata plasmata attorno alle prestazioni che il modulo TLC poteva offrire, coinvolgendone i responsabili sin dal primo minuto. Dopo le mortificazioni delle “comunicazioni alternative“, de “i telefoni funzionano, restate a casa“, vedere che una delle più colossali missioni di Protezione Civile mai imbastite in Italia abbia puntato tutto sulla certezza che il modulo TLC sarebbe riuscito a tenere in piedi un impianto del genere, è un fatto che riempe di orgoglio e soddisfazione.

E non posso che concludere con le parole di sua Eccellenza il Prefetto di Sondrio Anna Pavone a fine missione: “È stato un ottimo lavoro di squadra, reso possibile grazie alla vostra attività sul terreno. Senza le vostre radio, le vostre comunicazioni, noi in Sala Operativa saremmo riusciti a fare ben poco.

AGGIORNAMENTO: ho rimosso la frase in merito ai millantati collegamenti radioamatoriali ed i relativi commenti. L’argomento sul ruolo dei radioamatori in emergenza nel 2026 e negli anni a venire merita di essere discusso in una sede degna e non come commenti a margine di un articolo che poco ha a che vedere con l’argomento.

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